Attorno all’anno 2004 – tra i primi lavori di BitRadio – ero stato incaricato da una Radio nazionale italiana di effettuare degli aggiornamenti software. Mentre chiacchieravo di musica, il responsabile si è accorto che non ero solamente un tecnico informatico e successivamente mi ha chiesto di mettere ordine nel database dei brani musicali attivi, affinché potessero essere selezionati correttamente per la trasmissione. Da quando quel database era stato creato, infatti, era cambiato il formato dell’emittente e ci avevano messo mano più persone, che avevano valutato i brani ciascuna con un “metro” differente: li avevano immaginati contestualizzati oggettivamente nei diversi formati e inoltre, inevitabilmente, ciascuna di loro aveva lasciato l’impronta della sensibilità soggettiva nell’impostarne i parametri come “Mood”, “Energy” etc. Occorreva un “reset” e far rivalutare tutti i brani da un unico gruppo di lavoro.

Mi aveva colpito il racconto di un programmatore musicale a proposito di una delle “implementazioni” avvenute per un certo periodo su quel database: era stato imposto che le canzoni fossero tutte editate in un formato breve, se non ricordo male tra i 2’30” e i 3’00”. Mi chiedevo che impatto avrebbe avuto una Radio così “originale”, ma avevo archiviato l’argomento come uno dei bizzarri episodi che spesso si vivono facendo il nostro mestiere.

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Con molta curiosità, da qualche mese ho scoperto il nuovo formato “QuickHitz”, che promette “Twice the music, Half the time”. 24 canzoni ogni ora. Più o meno, quello che era stato l’esperimento “tutto italiano” di ben oltre 10 anni fa.

Con altrettanta curiosità, mi sono fiondato ad ascoltare la stazione Radio via Internet www.quickhitz.com per capire se davvero a un raddoppio delle canzoni corrisponde, almeno per me, un raddoppio del piacere d’ascolto. Vista l’abbuffata di musica pop che mi tocca fare quotidianamente per motivi professionali, e la conseguente noia che provo quando ascolto una CHR o addirittura una Top 40, devo dire che l’impatto delle canzoni editate e quindi più corte delle originali, dopo una ventina di minuti d’ascolto, mi ha positivamente sorpreso.

Ma le mie, ancora una volta, sono solo impressioni soggettive e, per di più, “deformate” dagli occhi o, meglio, dalle orecchie di un addetto ai lavori. Sarebbe davvero interessante vedere i risultati di un test sulla percezione e l’accettazione del formato radiofonico QuickHitz in Italia su un adeguato campione di ascoltatori radiofonici.

Per ora, non posso che invitarVi all’ascolto di QuickHitz e ad esprimere le Vostre impressioni.

Date anche uno sguardo alla sezione “Buzz” del sito QuickHitz, piuttosto ricca di spunti.

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