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La presentazione di “Io vado controvento”

Tra le montagne della Lombardia, non distante da San Pellegrino (BG), c’è un’emittente Radio che trasmette con una concessione comunitaria e una frequenza FM di proprietà, oltre alla possibilità di ascolto e riascolto via Web. E’ animata da un gruppo di giovani intraprendenti e preparati che – in controtendenza – si sono dedicati a questo mestiere negli anni recenti, quando tante altre Radio, anche storiche, hanno gettato la spugna. E’ Radio 2.0 – La Radio delle Valli di Bergamo.

La passione per il mio lavoro mi ha spinto, negli scorsi anni, a supportare con qualche consiglio Radio 2.0 nei momenti cruciali dell’acquisuzione della concessione FM e, più recentemente, ad accettare l’incarico di direttore responsabile della testata, complice l’amicizia con Alessandro Stefanoni, fondatore e presidente dell’Associazione Radio 2.0 (che è anche speaker professionista, attualmente impegnato all’estero). Considerato l’approccio sostanzialmente volontario a tutto ciò, posso forse inserirmi nella categoria dei “simpatizzanti” di Radio 2.0…

In realtà condivido appieno la visione particolarmente al passo con i tempi che Alessandro ha sia sul piano editoriale, sia su quello commerciale. Dico “commerciale” perché Radio 2.0 si mantiene sì col volontariato, ma si paga le spese anche trasmettendo spot pubblicitari.

Per questo ho il piacere di presentarvi, con qualche domanda diretta ad Alessandro Stefanoni, una iniziativa nata in Radio 2.0 e che sta già allargandosi ad altre emittenti: “Io vado controvento” (non a caso, un marchio depositato).

 

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Ecco come funziona “Io vado controvento”

A pochi mesi dall’avvio, che riscontro ha avuto “Io vado controvento”? Quali sono i commenti della popolazione e dei commercianti?

L’idea di fondo è stata quella di ovviare alla crisi iniettando fiducia nel processo pubblicità/venditore/acquirente e i risultati si sono fatti vedere presto: a sei mesi dall’avvio, l’iniziativa ha coinvolto una cinquantina di attività commerciali locali: diverse di esse ci hanno contattato spontaneamente, dopo averne letto sul sito e sui social network. Gli ascoltatori, dal canto loro, si sono dimostrati incuriositi. In particolare notiamo che i regali o gli sconti, se riferiti a prodotti di uso comune e se ben comunicati, hanno attratto facilmente nuovi clienti. Questo dimostra che l’operazione “Io vado controvento” genera un circuito virtuoso laddove c’è un impegno serio da parte di tutti i tre soggetti coinvolti: la radio che offre spazi pubblicitari gratuiti per due mesi, l’ascoltatore che presta attenzione al messaggio e, chiaramente, il negoziante che s’impegna a creare un vero motivo d’interesse, regalando o scontando prodotti e servizi in base alla domanda reale.

Oltre alla finalità “sociale”, questo è anche un modo per promuovere l’utilizzo della Radio locale come veicolo pubblicitario. Quante aziende, dopo il periodo “gratuito”, hanno proseguito il rapporto con Radio 2.0 trasmettendo campagne a pagamento?

A due mesi dall’adesione, più del 10% dei negozianti aderenti alla promozione gratuita è diventato cliente di Radio 2.0, continuando a pubblicizzarsi attraverso campagne tradizionali: questo perché i due mesi di pubblicità gratuita “anticrisi” sono stati sufficienti ad avere una prima dimostrazione della reale efficacia del mezzo radiofonico. Ma tutta l’operazione è stata ancora più efficace, torno a ribadirlo, quanto più l’offerta del negoziante è stata allettante per il cliente.

Il regalo più curioso fatto agli ascoltatori? E quello più utile?

Il regalo più curioso, probabilmente, è stato fatto da una psicologa che, per promuovere i suoi corsi di training autogeno, ha offerto una seduta psicologica individuale gratuita: non avevamo calcolato una possibile offerta di questo genere, ma è stata ovviamente accolta di buon grado. Quello più utile, almeno per quanto ci è dato sapere in termini di riscontro, sembrerebbe essere stato lo sconto del 10% sulla pittura di un colorificio, inserito in uno spot andato in onda in primavera, quando maggiore era la richiesta di prodotti per ristrutturare casa.

E’ sicuramente una iniziativa coerente con lo spirito di una Radio territoriale, come è la vostra. Ma la vostra è anche un’esperienza nuova nel panorama italiano, non fosse altro perché è iniziata negli anni più recenti: cosa vi motiva e quali pensi siano i tratti distintivi che danno a Radio 2.0 una prospettiva di crescita diversa da quella della radiofonia locale più tradizionale?

Radio 2.0 è molto giovane, sia come radio (è nata nel 2007), sia considerando l’età media dei suoi collaboratori: circa 30 anni. La minore esperienza in campo radiofonico è compensata da una fortissima motivazione a sperimentare e ad inventare un modo proprio di fare radio, alla luce delle nuove tecnologie che hanno influenzato non solo le abitudini ma addirittura il modo di pensare della gente. Radio 2.0 ha in sé la “sana incoscienza” di chi prova situazioni nuove (le dirette via telefonia mobile 4G, il lavoro di gruppo a distanza…) o rilegge in chiave moderna soluzioni comunicative già sperimentate in passato (interazione via WhatsApp, notiziari via Twitter…). In questo siamo 2.0 e la domanda che ci guida è sempre la stessa: quello che facciamo in quali altri modi si potrebbe fare?

Alessandro, da giovanissimo hai “inventato” il sito messaggiami.net, esperienza conclusa ma che rispecchiava alcune delle funzioni che oggi sono la caratteristica dei social network. Sei anche un tecnico “a tutto tondo”, quindi: c’è qualche progetto innovativo anche dal punto di vista tecnologico, in corso o imminente, da parte di Radio 2.0?

Sì, anche se si tratta di due progetti che saranno presentati prossimamente, di cui per ora parlerò in modo approssimativo. Il primo, a cui già accennavo, è un notiziario locale che sfrutta Twitter per raccogliere e condividere le informazioni e che conterrà quindi solo notizie brevissime, da 140 caratteri l’una. Il secondo è un progetto parallelo alla radio, che riprende proprio la filosofia di Messaggiami.net, sito nato per l’informazione via sms che ripenseremo in chiave “2.0”.

Che messaggio propositivo lanci agli editori di radio locali nell’epoca di trasformazioni che stiamo vivendo?

Quello di navigare su Internet, frequentare forum, social network e gruppi di discussione sulla radio, sulla musica e sul marketing. Farlo sapendo che il confronto di più idee porta sempre a soluzioni nuove e migliori, soprattutto quando si è disposti a fare il primo passo verso l’apertura dei propri orizzonti. Come in “Io vado controvento”, in cui ci piace premiare chi per primo fa un passo avanti.

Agli editori che hanno letto questo articolo, indipendentemente dalla dimensione della loro azienda, auguro di avere sempre l’entusiasmo, la creatività e la concretezza che ho trovato in Radio 2.0, e anche l’umiltà agire sentendosi sempre al servizio degli ascoltatori e dei clienti. Oggi importa sempre meno se risiedono nelle Valli di Bergamo o in un mercato internazionale. Per questo, anche il modello di “Io vado controvento” è pronto per la Vostra stazione Radio. Se interessati, scrivete a controvento@radioduepuntozero.it (prossimamente sarà online il sito Web www.iovadocontrovento.it).

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